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09 febbraio 2016

DIECI COSE RIGUARDO ALL'AFRICA CHE I MEDIA NON CITANO MAI



Troppi stereotipi riguardo al continente africano circolano su Internet e nei media in generale !
Ecco quindi alcuni punti positivi sulla nostra bella Africa che modificheranno la vostra percezione, semmai ce ne fosse bisogno : 
(1) Oltre un milione di cittadini cinesi vivono in Africa, soprattutto in Angola, dove sono più di 350.000
(2) Il 25% delle lingue parlate nel mondo provengono dall'Africa e oltre 2000 lingue riconosciute ufficialmente vengono parlate attraverso il continente.
(3) Il Witwatersrand*, situato nel Sudafrica, è la zona dalla quale proviene circa la metà di tutto l'oro estratto nel mondo.
(4) Nel 2014, il PIL pro capite della Guinea Equatoriale era di circa 33 000 $, come quello della Spagna.
(5) L'Africa, la sua cultura e le sue arti, primitive secondo gli occidentali, sono straordinariamente ricche. Ad esempio, l'arte nigeriana, le cui magnifiche sculture in bronzo sono state scoperte nel regno Yoruba all'inizio del XX° secolo ed hanno caratteristiche molto realistiche.
Per la cronaca, gli scienziati erano talmente intrigati dal loro realismo che lo attribuirono ad un'ipotetica tribù greca sicuramente sbarcata sulle rive della Costa d'Oro dell'Africa al XIV° secolo.
(6) La società "Kantanka Automobile Company" in Ghana, la "Kiira Motor Corporation" in Uganda e la società "Innoson Vehicle Manufacturing Company" in Nigeria, sono tre aziende produttrici di automobili "Made in Africa" in piena espansione.
(7) Nel 2040, circa la metà della gioventù mondiale sarà africana.
(8) Il Sudan conta 200 piramidi, ossia il doppio rispetto a quelle che esistono in Egitto.
(9) La presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf è la prima presidente nera eletta nel mondo e la prima donna eletta capo di Stato in Africa.
(10) Nel caso lo abbiate scordato, l'Africa è il continente più ricco del mondo per quanto riguarda le sue risorse naturali. Il Colonialismo ed il Neo-colonialismo sono le uniche ragioni per cui il continente africano non domina il mondo sul piano economico, anche se tecnicamente è così.
In effetti, se un giorno l'Africa chiudesse le sue frontiere, il resto del mondo precipiterebbe immediatamente nel caos.
*Il Witwatersrand, parola afrikaans che significa "la cresta delle acque bianche", è una catena di colline relativamente elevata, 1800 metri circa, situata nella regione storica del centro del Transvaal in Sudafrica.
http://negronews.fr/2016/02/09/culture-dix-choses-que-les-medias-ne-mentionnent-jamais-concernant-lafrique/
(Tradotto dal francese all'italiano da Marinella Secci)



28 gennaio 2016

BULLISMO - LETTERA DI UN PROFESSORE


Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.
“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete?
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.


Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.
E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.



Lettera scritta dal Prof. Enrico Galliano di Pordenone