Translate

08 ottobre 2015

LASCIA CHE TI RACCONTI. Storie per imparare a vivere (Jorge Bucay)

Questa è da leggere assolutamente :

IL VERO VALORE DELL'ANELLO

“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto. Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.

Il maestro gli rispose senza guardarlo: “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”. E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”.
“Con… piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.
“Bene” continuò il maestro. Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile.

Il giovane prese l’anello e partì. Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo.
Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta.
Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento - rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.

Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.

Entrò nella sua stanza.
“Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”

“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Manon importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”

Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.
Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo:
“Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”.
“Cinquantotto monete?” esclamò il giovane.
“Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”

Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.

“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”

E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.


07 ottobre 2015

ALLARME BABY-LAVORATRICI TRA I PROFUGHI SIRIANI

Giornata delle bambine. 
Molte mendicanti e lavoratrici minorenni tra i profughi siriani in Giordania e Libano.  Aumentano di oltre il 50% le minorenni vittime di tratta.

"Nel mondo, circa 70 milioni di ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, subiscono abusi e violenze fisiche che ogni anno provocano circa 60 mila decessi. Ovvero una morte ogni 10 minuti": è la drammatica fotografia scattata da Terre des Hommes che, in occasione della Giornata Onu delle Bambine che si celebra l'11 ottobre, punta i riflettori sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo presentando il dossier della Campagna "Indifesa" che ha l'obiettivo di contrastare lo sfruttamento delle bambine, e garantire loro una vita in salute e un'istruzione adeguata. Tra i fenomeni che danneggiano le piccole donne - evidenziano i dati pubblicati da Terres des Hommes - vi è quello della migrazione forzata a causa della guerra. In particolare, molte bambine siriane oggi sono costrette a lavorare e mendicare. Cresce, nel mondo, anche la tratta a danno di ragazze minorenni, mentre diminuisce quella di donne adulte. 

Le baby-lavoratrici tra i profughi siriani. "Dopo l'estendersi del conflitto in Siria e la fuga di milioni di profughi nei paesi confinanti, si è registrato un consistente aumento del lavoro minorile in quell'area", evidenzia il documento di Terres des Hommes. Tra le famiglie siriane rifugiate in Giordania che hanno dichiarato di fare affidamento sul reddito prodotto da un minore, nel 15 per cento si tratta di bambine e ragazze. Secondo dati Onu gran parte di queste giovani lavoratrici svolge lavori domestici (46,7 per cento), mentre una su tre (33 per cento) lavora nei campi, generalmente assieme ad altri parenti e familiari. Percentuali più ridotte di ragazzine lavoratrici si ritrovano in saloni di estetica e parrucchiera, nel settore manifatturiero e nell'edilizia (ciascuno con il 6,7 per cento). "La crisi siriana - si sottolinea - ha fatto esplodere anche il fenomeno dei bambini di strada nelle città libanesi": il 73 per cento di questi, secondo dati dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro è composto da piccoli profughi impiegati prevalentemente nell'accattonaggio. Una su tre dei piccoli mendicanti è una femmina e più della metà ha meno di 11 anni.

L'aumento delle ragazze vittima di tratta: dal 10% al 21%. A livello globale, oggi i bambini rappresentano circa un terzo di tutte le vittime di tratta individuate. Due su tre sono di sesso femminile secondo l'Unodc (Agenzia Onu su Droghe e Crimine). Tra il 2004 e il 2011 la percentuale di donne adulte coinvolte nei fenomeni di tratta è scesa dal 74 al 49 per cento mentre, nello stesso lasso di tempo, la percentuale di bambine e ragazze è passata dal 10 al 21 per cento. "Situazioni di conflitto e catastrofi naturali fanno aumentare in maniera esponenziale il rischio, per bambine e ragazze, di essere trafficate", evidenzia Terres des Hommes.

Le bambine migranti a rischio tratta. Secondo l'Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) nel 2014 circa 60 milioni di persone sono state costrette a lasciare la loro casa, spostandosi all'interno del loro paese o emigrando oltre confine. "Si tratta della cifra più alta da quando si procede a un monitoraggio di questo fenomeno", evidenzia Terres des Hommes. Più della metà hanno meno di 18 anni, mentre nel 2009 rappresentavano il 41 per cento. In Italia, i dati sui minori stranieri non accompagnati registrati all'arrivo mostrano una fortissima prevalenza dei ragazzi (quasi il 95%) rispetto alle ragazze. "Tuttavia - evidenzia la ong - quasi la metà di queste ragazze si allontana dai centri e molto spesso finiscono nella rete della prostituzione minorile". Provenienti per lo più da Nigeria, Camerun, Eritrea, il loro stesso viaggio viene pagato da intermediari che poi, una volta arrivata in Europa, si mettono in contatto con la vittima e la indirizzano verso il loro "datore di lavoro". "E così, scappando da miseria, abusi o conflitti, si ritrovano costrette a prostituirsi per anni per ripagare un debito contratto spesso inconsapevolmente".


www.redattoresociale.it